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mercoledì 22 gennaio 2014

Tutto torna

Torna anche il ricordo di quelle lacrime e dei miei non te ne andare. Dei miei pugni picchiati contro un muro, che avrei voluto crollasse in quell'istante insieme a tutta la casa. Del come sarebbe potuta andare. Del perché il vuoto? E di tutti gli altri perché che mi sono sempre portata dietro, ogni volta che ho iniziato una storia nuova poi conclusasi. 
Dopo anni, finalmente, ho avute le risposte che cercavo, ma certe ferite, seppur rimarginate, lasciano il segno di una cicatrice. E il solo sfiorarla fa dannatamente male!
Ricalarsi in situazioni simili, ricordarle, riviverle nei pensieri, porta con sé un dolore che ha il germe ben radicato ormai, proprio lì, a 11 anni fa. 
E anche adesso, dopo così tanti anni, ciò che non si rimargina non è un dolore recente, ma quello di allora.
E i timori attuali hanno origine tutti dalla prima volta in cui ho temuto di perdere, e poi ho perso ciò che amavo.

Ma non accadrà. Non questa volta. 
Non ora che sono felice e soprattutto fiera di aver imparato a difendermi e a difendere ciò che amo e mi appartiene.

Aveva smesso di combattere con la propria freddezza, con la disinvoltura e l'ingiustizia che si erano insediate nel suo cuore.  
[Jérome Ferrari, Il sermone sulla caduta di Roma]

mercoledì 23 febbraio 2011

I miss something

Ecco, ci risiamo! Ennesima giornata con il cielo grigio! Ed io il cielo grigio lo odio!!!
Mi imbruttisce non solo fisicamente, da rendermi i capelli crespi, ma anche interiormente, mi imbruttisce l'anima ed i pensieri: divento nostalgica e melanconica, quando, invece, non vorrei far altro che sorridere...
Per fortuna basta una telefonata o una mail per dimenticare quel grigio del cielo e tirarmi su.
Insomma! Adesso che sono felice, non può decidere il cielo di rendermi triste! Ecchec**o!

In queste giornate sento la mancanza di un sacco di cose. Che, poi, di cose da fare ne ho da non riuscire a trovare il tempo neanche per limarmi le unghie, e ritrovarmi poi con le calze tutte sfilacciate (si dice così?).
E mi sta bene perché dovrei prendermi più cura di me stessa.
Ah, però, adesso ho ripreso a fare step, nonostante la morte del contacalorie! E TheRooster teme di non riconoscermi fra tre settimane... Che carino! Si diverte a prendermi in giro!

Ma, ritornando alle cose che mi mancano. 
In realtà mi manca il calore di un abbraccio sincero - e non parlo solo degli abbracci di TheRooster - sarà che, oramai, stento a credere alle parole di amicizia di persone che mi circondano 10/24 h... Sarà che sono troppo scottata e ho indossato, nuovamente, quella corazza che, tempo fa, avevo deposto su uno scaffale...
Sarà che non ho più fiducia nella gente e i sorrisi falsi mi stanno sulla pancia...
Ma alla fine, non mi resta che sospirare profondamente, guardare avanti e continuare per la mia strada... 

Mi manca girare in macchina con A.; mi mancano i pettegolezzi con T. davanti ad una tazza di caffé, di quelle che le ho regalato per il compleanno, [gli unici sinceri che si mostrano per quello che sono...].
Ma mi manca anche il tempo per prendere un caffé con mamma...

E poi, vabbé, mi mancano i baci dolci e appassionati di TheRooster. Mi manca la testa poggiata sul petto. 
Mi manca l'euforia dell'entusiasmo e mi manca la mano nella mano o, semplicemente, poggiare la mia sulla sua mentre guida.
Sì, mi manca! Ma va?!


E poi, cosa non meno importante, mi manca girare tra i vostri blogs. 

Insomma, sono giorni in cui sento delle mancanze. E, a parte voler stare con TheRooster che, come dice lui, o così o pomì - per le altre cose, pur desiderandole con tutta me stessa, mi manca, comunque, il tempo per poterle fare.
Io che, sempre più spesso, vorrei bastarmi... io che non vorrei mai sentire la mancanza di niente...

E, poi, mi manca il sole! L'ho già detto che odio il cielo grigio??? 
Ah sì, l'ho detto... Fa niente, lo ripeto:
RIDATEMI IL MIO SOLE, PERCHE' ODIO QUESTO GRIGIO!

sabato 19 febbraio 2011

E la domanda sorge spontanea...


... ma non stavo meglio una settimana fa con TheRooster, spaparanzati sul lettone, a guardare le nuvole rincorrersi nel cielo, a farci le coccole e a spremere tante arance, invece di sorbirmi questo cielo nero e per di più da sola?! 

Ok. Ricomincia il countdown [- 26], ma stavolta niente aranceti...

domenica 30 gennaio 2011

Three months ...

Sono al letto, da sola, ma, quel che è peggio, con la febbre...
Nonostante questo, mi sento bene

Ci sono tante cose, oggi, da ricordare, da cucire su un foglio bianco. 
Tante emozioni, tanti battiti di cuore. 
Una la più frequente: quella sensazione elettrostatica che mi pervase il corpo quel giorno di tre mesi fa, quando lo vidi uscire dagli arrivi dell'aeroporto.
Un bacio sulla guancia e un "come è andato il volo?", sciolsero il ghiaccio, provocando dentro di me una vibrazione inarrestabile. 
Una sensazione questa che ancora oggi, puntualmente, ritorna al solo pensiero.
Per quanto in quell'istante, fossimo l'una accanto all'altro, senza sfiorarci, avevo l'impressione di sentirlo già dentro, come se le nostre ossa si mischiassero e le nostre membra si fondessero in un corpo solo.
Mi bastò un solo tocco, semplicemente che mi prendesse per mano, che si girasse verso di me per baciarmi, per farmi sentire in Paradiso. Sentii l'Amore scorrere nelle vene, pulsare forte il cuore e pensai: "E' lui!"
Lo scrutavo con la coda degli occhi e rubavo ogni immagine, la strappavo di mano al mondo per racchiuderla dentro i miei cassetti.
- Cosa c'è? - mi chiese.
- Sono felice! Risposi.
- Anch'io! Ribatté.
Camminare mano nella mano, sulla "mia" spiaggia, visitare castelli o posti a lui sconosciuti, era un tumulto di emozioni; era come se calpestassi quella sabbia o vedessi quei luoghi, per la prima volta, tutto con gli occhi nuovi dell'Amore.

Sono stati i tre giorni più belli della mia vita. 
Fare l'amore per la prima volta è stato semplicemente divino. 

Ho racchiuso quei giorni, per tutti gli altri che passerò senza di lui, dentro un barattolo di marmellata. Ogni tanto, mi basta riaprirlo per sentirne di nuovo l'odore.
Ne sono seguiti altri - per nulla banali né scontati -  e, sono certa, ce ne saranno ancora di giorni belli da vivere insieme, ma l'emozione di quegl'attimi non la dimenticherò mai.

Piano piano ci stiamo amalgamando alle abitudini dell'altro/a, facendole diventare le nostre.

Durante la sua assenza e la nostra lontananza, mi nutro della sua quotidianità.
Immagino le espressioni del suo volto e la faccia che farebbe nel vedermi intenta a viverlo. 
Che sono strana, lo so... assetata di un amore che sembra una favola, talmente bella che mi sembra quasi impossibile. Ma tutto mi risulta più semplice e reale se provo ad immedesimarmi in lui, cercando di sentirlo dentro e sforzandomi di guardare il mondo con i suoi occhi, come se il suo sguardo fosse in grado di rassicurarmi.

Mi fa sentire speciale. Ma la paura che tutto questo possa finire è sempre dietro l'angolo. 
La paura di non bastargli, di non riuscire a completarlo, talvolta, mi fa impazzire. 
Sono paure che dovrei non avere, perché il sentimento che, piano piano, stiamo costruendo sembra come i pezzi di un puzzle che s'incastrano perfettamente.
In effetti, non vale la pena crogiolarmi nel terrore che un giorno, forse, non potremmo più appartenerci.
E' tutto tempo che tolgo a lui e al suo Amore.
Invece, io voglio viverlo!
Voglio viverlo fino in fondo!

Mancano pochi giorni, ormai, per riabbracciarlo di nuovo. Intanto, nell'attesa osservo il cielo dalla finestra.
Mi soffermo a guardare le nuvole che corrono veloci. 
La lontananza fa male, ma, quando posso, me ne sto col naso all'insù: la consapevolezza di essere sotto lo stesso cielo mi da' l'impressione di averlo sempre accanto. Quasi mi sfiorasse il viso con la punta delle dita.
Pensierosa saltello da una nuvola all'altra, cercando di immaginare il momento in cui, nuovamente, uscirà dagli arrivi ed io gli andrò incontro.
Allora sorrido, perché pensarlo mi riempie il cuore.
E lui mi riempie la vita.

A new day has come 
"... Where it was dark now there's light 
Where there was pain now there's joy 
Where there was weakness, I found my strength 
All in [your] eyes ..."

giovedì 30 dicembre 2010

Buon anno!

Dunque, vediamo un po'... 
Il bilancio di fine anno, a parte la morte improvvisa, a febbraio, di una mia zia, non può che essere positivo. 
Nonostante la maggior parte dell'anno sia trascorsa senza che accadessero eventi particolari, gli ultimi due mesi l'hanno compensato.
Volevo del tempo per me e me lo sono preso, e allo stesso tempo, inaspettatamente, sono stata capace, nonostante le sofferenze degli anni passati, di dedicarlo alla persona che è entrata a far parte della mia vita. 
Ho riso e sorriso tanto. Mi sono tolta un po' di sfizi. Mi sono arrabbiata, qualche volta, ma per motivi futili e a ripensarci mi scappa da ridere. Ho meditato su alcune idee che, credo, potranno incidere sul mio futuro. Penso d'aver fatto al meglio il mio dovere, lavorativamente parlando. Mentre credo d'aver trascurato le relazioni d'amicizia nella prima parte dell'anno, recuperando al meglio nella seconda.

Per il prossimo anno, però, non voglio fare grandi progetti, voglio vivere, giorno dopo giorno, quello che di più bello la vita mi sta regalando, godendo delle piccole cose, come i bambini, anche se l'età non è più quella. 

...

E a voi, a tutti voi che mi avete tenuto compagnia, da quando sono in questa nuova piattaforma, vecchi/e e nuovi amici/che ...
A tutti voi che avete letto i miei pensieri, assecondandoli e rendendoli vivi con la vostra preziosa presenza ...
A tutti voi che ho conosciuto al di fuori del semplice blog e a voi che non ho mai visto, ma che siete così presenti nello scorrere dei miei giorni ...
A tutti voi che siete virtuali ma anche così reali ...

auguro un 2011 ricco di Gioie, Sorrisi e Amore

E a te... a te che riempi le mie giornate con la tua costante presenza ...
a te che mi doni l'Amore più bello e dolce del mondo, come mai nessuno ha fatto ...
a te che mi completi in tutti i sensi ...

auguro un anno pieno di noi e della bellezza del nostro Amore! T.a.

venerdì 12 novembre 2010

Malinconica serata...



Quando c'eri tu, erano queste le cose che vedevo spesso:
aghi, ferri, gomitoli colorati, cotone, filo.
Le tue mani che si muovevano veloci.

Ne sento ancora l'odore...
era così bello starti vicina.
...
Vorrei poter condividere con te questa gioia grande che la vita mi sta regalando.
Non posso. Ma so che, in qualche modo, tu dall'alto stai godendo della mia felicità. 

Ti voglio bene, nonna!